Emendamento

TARIFFE DELLA MENSA SCOLASTICA: I FATTI, LE SCELTE E LE RESPONSABILITA’

Nel corso dell’iter di approvazione del Bilancio di previsione 2026–2028, il gruppo consiliare Progetto Carugo ha presentato un emendamento finalizzato a evitare un nuovo aumento delle tariffe della mensa scolastica, previsto dall’Amministrazione a partire da settembre 2026.

Si tratta di un tema che riguarda direttamente molte famiglie carughesi e che merita di essere ricostruito con chiarezza, al di là delle semplificazioni e delle ricostruzioni parziali apparse in questi giorni.

Un aumento dopo l’altro

Già lo scorso anno l’Amministrazione comunale aveva deciso di incrementare le tariffe della mensa scolastica. In quella occasione, come gruppo di minoranza, avevamo proposto un emendamento che chiedeva almeno di posticipare l’entrata in vigore dell’aumento all’inizio dell’anno scolastico successivo, per evitare un impatto improvviso sulle famiglie, a metà anno scolastico (gennaio 2025).

Quella proposta venne respinta.

Quest’anno la storia si ripete. L’Amministrazione ha previsto un ulteriore aumento delle tariffe a partire da settembre 2026, ammettendo implicitamente – dopo le nostre ripetute osservazioni – che le tariffe dei servizi scolastici vadano modificate all’inizio dell’anno scolastico e non a metà anno. Una correzione di metodo, ma non di sostanza.

Il dato che cambia tutto: i costi diminuiscono

Il punto centrale, però, è un altro ed è oggettivo.
Dallo schema di bilancio 2026–2028 emerge chiaramente che il costo sostenuto dal Comune per il servizio di refezione scolastica diminuisce: si passa dai 233.000 euro del 2025 ai 223.000 euro del 2026 e degli anni successivi.

A fronte di questa riduzione dei costi, l’Amministrazione ha comunque scelto di aumentare le tariffe, incrementando le entrate previste dalla mensa rispetto all’anno precedente. In altre parole: le famiglie sono chiamate a pagare di più proprio mentre il servizio costa meno al Comune.

È una scelta che non trova alcuna giustificazione tecnica o economica.

L’emendamento: un’alternativa concreta e praticabile

Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento che prevedeva:

  • la riduzione di 10.000 euro del capitolo “proventi mensa scolastica”, evitando l’aumento tariffario;

  • la copertura integrale della minore entrata attraverso uno spostamento di risorse per manutenzioni straordinarie, che, per chi conosce il bilancio, significa che poi, con l’approvazione del rendiconto, potevano essere reintegrate con l’avanzo di amministrazione… (la domanda che sorge spontanea è: il Sindaco e i consiglieri di maggioranza sanno come funziona il bilancio del comune??)

L’emendamento è stato dichiarato ammissibile, a conferma del fatto che tecnicamente e contabilmente era possibile evitare l’aumento delle tariffe. Non esistevano vincoli di bilancio, obblighi normativi o impedimenti tecnici che rendessero inevitabile l’aumento.

Una scelta esclusivamente politica

Nonostante questo, la maggioranza ha deciso di bocciare l’emendamento.
Una decisione legittima dal punto di vista formale, ma che va chiamata con il suo nome: una scelta esclusivamente politica.

Non si è trattato di una necessità, né di un obbligo imposto dai conti pubblici. È stata una decisione consapevole dell’Amministrazione quella di far pagare di più le famiglie, anche in presenza di costi in diminuzione e di un’alternativa concreta sul tavolo.

Una risposta che elude il merito della proposta

Nella replica apparsa sulla stampa locale, il Sindaco ha scelto ancora una volta di non entrare nel merito della nostra proposta. Con una notevole abilità comunicativa – che in questi anni abbiamo imparato a conoscere bene – ha spostato l’attenzione su temi generali come l’aumento del costo della vita, mescolando piani diversi e finendo per confondere i fatti. Un richiamo suggestivo, ma del tutto fuori tema. La nostra proposta non negava l’esistenza di un contesto economico difficile, né metteva in discussione dinamiche inflattive generali: riguardava un dato preciso e incontestabile, ovvero l’aumento delle tariffe della mensa scolastica in presenza di una diminuzione dei costi sostenuti dal Comune e di un emendamento tecnicamente ammissibile che consentiva di evitarlo. Spostare il dibattito su altro significa eludere la questione centrale e non assumersi la responsabilità politica di una scelta che poteva essere diversa.

Qui sotto il testo dell’emendamento presentato. A voi le considerazioni del caso…