Annunciate con toni che lasciavano sperare in una maggiore flessibilità e accessibilità, queste modifiche si sono rivelate, purtroppo, un semplice gioco di prestigio: tanto fumo e poco arrosto.
Per i lavoratori, infatti, la situazione rimane invariata: la necessità di prenotare appuntamenti in orari poco compatibili con le loro giornate lavorative persiste. Le nuove fasce orarie non offrono maggiore flessibilità né agevolano chi deve conciliare impegni professionali e personali con l’accesso ai servizi comunali.
Questa “corsa al cambiamento” appare, alla fine, un esercizio di stile piuttosto che una risposta concreta alle reali necessità dei cittadini. Tempo ed energie che avrebbero potuto essere impiegati per interventi davvero utili sono stati dedicati a una mera riorganizzazione cosmetica.