I NUOVI AMBULATORI COMUNALI ADIACENTI ALLA RSA
In politica, come nella vita, riconoscere il merito altrui è segno di stile. Ma si sa, lo stile non si insegna: o ce l’hai, o… lanci una manifestazione di interesse e speri che nessuno si ricordi da dove viene davvero l’idea.
È il caso dei nuovi ambulatori in Via Tazzoli, progetto che – con buona pace della memoria corta dell’attuale amministrazione – non è nato ieri mattina, ma affonda le sue radici nella visione della precedente Amministrazione Colombo. Una visione chiara: utilizzare parte delle opere compensative legate alla realizzazione della nuova RSA (€ 800.000) per offrire ai cittadini servizi di prossimità, inclusi spazi per la Medicina Generale. Un pacchetto che comprendeva anche la realizzazione del parco, del laghetto, della pista ciclopedonale, della sistemazione idrogeologica e, appunto, degli ambulatori destinati ai medici di base da offrire a titolo gratuito o comunque ad un prezzo simbolico.
Questa proposta è stata puntualmente inserita nel nostro programma elettorale, perché sapevamo che creare le condizioni per far tornare i medici sul territorio non è semplice né immediato. Non basta uno slogan: serve un progetto credibile, con fondamenta solide.
Nel programma elettorale della lista “Carugo Insieme” che oggi amministra Carugo, invece, di tutto questo non c’era traccia. Nessun accenno agli ambulatori, nessuna strategia chiara per il tema della sanità territoriale. Solo promesse generiche, come quella – a tratti folkloristica – del Sindaco Molteni: “Farò tornare i medici a Carugo”. Una frase ad effetto, certo, ma priva di sostanza: il Sindaco non può assegnare medici, né disporre trasferimenti. Può solo – e già sarebbe molto – creare le condizioni affinché ciò avvenga. Proprio quello che avevamo fatto noi.
Ed ecco che oggi, con colpevole ritardo, si riscopre l’esistenza degli ambulatori in Via Tazzoli. L’Amministrazione comunale pubblica una manifestazione di interesse, annunciandola come novità. Una mossa che – al netto dell’efficacia – ha un certo sapore di déjà-vu. Non solo per chi ha seguito con attenzione la vita amministrativa del paese, ma anche per chi sa leggere tra le righe.
Un dettaglio però manca, ed è significativo: nessun riconoscimento a chi ha pensato, pianificato e reso possibile quell’intervento. Nessuna parola sul fatto che quegli spazi esistono grazie a una precisa scelta urbanistica e amministrativa della precedente Amministrazione. Nessun accenno alla continuità con quanto proposto, annunciato e perseguito dalla nostra parte politica.
Si dirà: l’importante è che le cose si facciano. Vero. Ma in politica – soprattutto a livello locale, dove il contatto con i cittadini è diretto – la trasparenza e l’onestà intellettuale contano quanto e più delle opere. Appropriarsi delle idee altrui senza citarne l’origine non è solo inelegante. È anche un segnale preoccupante di debolezza progettuale: se non si hanno idee proprie, si prendono in prestito quelle degli altri. E si fa finta di nulla.
Noi, invece, rivendichiamo con orgoglio quella proposta. Non per vanità, ma per rispetto del lavoro fatto. Perché, se oggi si parla di ambulatori in Via Tazzoli, è grazie a chi – con lungimiranza e serietà – ha costruito le condizioni affinché ciò fosse possibile.
Certo, un minimo di eleganza istituzionale avrebbe suggerito quantomeno un riconoscimento, un riferimento, magari un semplice “ci siamo ispirati a chi ci ha preceduto”. Ma chiedere coerenza e memoria politica, evidentemente, è pretendere troppo.
In ogni caso, se le nostre proposte vengono riprese, significa che erano valide. E se per realizzarle serve che qualcun altro se ne appropri, pazienza: alla fine, a beneficiarne è la comunità.
Anche se, permetteteci, il merito… è da attribuire ad altri!