Nelle scorse settimane, come gruppo consiliare Progetto Carugo, abbiamo presentato un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore competente sul chiosco realizzato nel parco di via Calvi, il cui testo integrale è riportato qui in basso.
Non una polemica politica fine a sé stessa, ma una serie di domande puntuali e concrete su aspetti che riteniamo fondamentali quando si spendono soldi pubblici: progettazione, sicurezza, sostenibilità tecnica ed economica dell’intervento.
Domande semplici: esiste un progetto tecnico complessivo? Sono state valutate problematiche come umidità e deterioramento? Esistono già impianti, conformità e documentazione tecnica? Quanto costeranno realmente gli allacciamenti?
Ora la risposta ufficiale del Sindaco è arrivata e la riportiamo integralmente in fondo all’articolo. E il punto politico è uno solo: molte delle criticità che avevamo evidenziato non vengono assolutamente smentite, ma sono di fatto confermate!
Abbiamo chiesto, ad esempio, se esistesse un vero progetto tecnico che giustificasse la scelta di posizionare il chiosco su pilastrini anziché su una platea, con relativi calcoli strutturali. La risposta? La soluzione sarebbe stata semplicemente “condivisa con il costruttore” perché la struttura è leggera, meno impattante e meno costosa. Nessun riferimento a un progetto esecutivo o a verifiche strutturali.
Abbiamo poi sollevato un tema di semplice buon senso: una pavimentazione in legno sopra un terreno naturale è stata valutata rispetto ai rischi di umidità e deterioramento nel tempo? La risposta del Sindaco lascia sinceramente perplessi: “La soluzione è dotata di n. 4 appoggi su plinti in cemento.” Peccato che nessuno avesse chiesto quanti plinti ci fossero. La domanda era un’altra: quel rischio è stato valutato oppure no?
Ma il punto più sorprendente riguarda impianti e conformità. Alla domanda sull’esistenza di progetti e dichiarazioni relative agli impianti elettrici, idraulici, fognari e alla messa a terra della struttura, la risposta è sempre la stessa: “saranno realizzati” e le conformità “saranno acquisite al termine dei lavori”. Tradotto: oggi non esistono ancora (sic!).
E allora una domanda sorge spontanea: come si può mettere a bando un chiosco che, dal punto di vista impiantistico e documentale, non è ancora completato?
Infine i costi.
Ad oggi sappiamo che il chiosco è costato circa 20.000 euro di soldi pubblici. Ma quanto costeranno gli allacciamenti elettrici, idraulici e fognari? Anche qui la risposta è sorprendente: “il dato sarà disponibile al completamento dei lavori”. In sostanza: si è partiti senza avere preventivato alcun costo complessivo dell’intervento.
Noi abbiamo posto domande precise. Le risposte ricevute, più che chiarire, hanno confermato proprio quelle criticità che avevamo evidenziato fin dall’inizio.
E quando si amministrano soldi pubblici, improvvisare non dovrebbe mai essere un’opzione!
Allegati da scaricare e/o visionare:
- Interrogazione presentata: Interrogazione Chiosco Palazzetto
- Risposta del Sindaco: Interrogazione prot 4881-2026 – RISPOSTA